Vacanza in Perù: verso un turismo più responsabile

blog-2Ogni anno, il mio compagno ed io facciamo un viaggio. Ci piace scoprire nuovi orizzonti e nuove popolazioni e quest’anno abbiamo scelto il Perù. Abbiamo optato per un “gringo tour” al contrario.

Le principali tappe sono state Cusco, un trekking sul salkantay, il lago titicaca, il canyon del colca, arequipa, paracas e Lima. Il gringo tour classico comprende tutte queste tappe ma nel senso opposto!

Rispettare in viaggio gli stessi principi ecologici che seguo a casa è molto complicato. Proverò a tracciare un bilancio del mio impatto sia dal punto di vista ambientale che sociale; quest’ultimo aspetto ricopre una grande importanza perché dopo ogni viaggio si portano a casa meravigliosi ricordi ma anche più consapevolezza del mondo in cui viviamo.

Nel mio quotidiano mi sposto principalmente in bici. Per andare in Perù ci è sembrato più comodo l’aereo😋!Sicuramente l’aereo e le altre comodità hanno pesato molto sulla mia impronta ecologica. Per “compensare” l’impatto ambientale di un tale viaggio abbiamo posto attenzione al lato sociale.

In genere, organizziamo da soli i nostri viaggi. Pianifichiamo il più possibile da casa in modo da relazionarci direttamente con i locali e non passare attraverso grandi gruppi turistici.
Quest’anno, volendo fare un trekking sul salkantay, siamo stati costretti a rivolgerci ad un tour operator. Non è un trekking che si può fare non accompagnati. Dopo ore di ricerche e valutazioni, abbiamo scelto Perù Responsabile.

Perù Responsabile crede fortemente che la pratica del turismo responsabile non possa prescindere dalla necessaria precondizione dell’assicurare al “turista-viaggiatore” la stessa dose di rispetto, responsabilità ed attenzione che l’organizzatore deve riservare, per definizione, alla comunità locale ospitante.
In definitiva, la corretta pratica del turismo responsabile deve essere il risultato di un’azione che prende le mosse non dal momento in cui il viaggiatore poggia il suo piede sul suolo del paese ospitante, ma ben prima, ovvero quando questo matura la propria idea di viaggio e voglia di scoperta.” Per questo Peru Responsabile è attento alla scelta dei suoi fornitori e accompagnatori ma anche attento alla giusta remunerazione di essi.

Lungo il trekking ho notato che tanta spazzatura veniva abbandonata. Non è nelle mie abitudini essere polemica o spazientita verso le persone che mi potrebbero leggere, ma questo è un comportamento che non concepisco e che mi fa molto innervosire, soprattutto venendo da persone che hanno scelto di essere vicine alla natura. Se si sceglie un trekking significa essere sensibili in qualche modo alla sua tutela. non capisco davvero come persone in maggioranza originarie di paesi che definiamo sviluppati, si possano comportare in questo modo, mancando di rispetto alla natura e al paese del quale sono ospiti.

Diventa ovvio che la prossima voce da analizzare è la produzione di rifiuti. Dopo i trasporti, la principale voce di spesa e causa di rifiuti è stata l’acqua in bottiglia . Non potendo bere l’acqua del rubinetto o portare con noi durante il trekking litri d’acqua da disinfettare, abbiamo consumato una grande quantità di acque imbottigliate. Il consumo di acque minerali e dunque di plastica è stato per me il più difficile da accettare. Per il prossimo viaggio dovrò migliorare quest’aspetto, soprattutto perché è chiaro che in Perù la gestione dei rifiuti non è il massimo. Si vedono in giro discariche abusive , imballaggi che volano e povertà estesa. Questa situazione non deve essere una scusante per noi turisti. Il turista dovrebbe essere più consapevole e rispettoso del paese che lo ospita e provare a non abbandonare nella natura i suoi rifiuti!

La seconda tappa è stato il lago titicaca, una zona altamente turistica. La principale attrazione è un gita di 2 giorni per visitare 3 isole: Uros, Amantani e Taquile. Il tour comprende una notte presso gli abitanti dell’isola di Amantani. Anche se molto turistico, abbiamo deciso di farlo, ma organizzandolo da soli, cioè senza l’intermediazione di un’agenzia di viaggio. Grazie a consigli delle persone incontrate lungo il precedente trekking abbiamo scoperto che gli abitanti del lago si sono riuniti in una cooperativa per organizzare in prima persona il tour. Sono facili da trovare avendo sede sull’unico molo del porto di Puno. In questo modo, ci siamo assicurati di pagare direttamente la comunità locale: abbiamo dato i soldi alla simpatica signora che ci ha ospitato per la notte. È stata una bella esperienza dormire, mangiare, e parlare con gli abitanti di questa bellissima isola. Purtroppo anche lì la questione della gestione dei rifiuti è stata problematica: ovviamente gli abitanti raccolgono ma non so dove vadano a finire…

Riguardo alla diminuzione dell’impatto ambientale, per il prossimo viaggio dovrò valutare la possibilità di portare con me delle pillole che disinfettino l’acqua.

In conclusione , vorrei parlarvi di un altro comportamento tipico dei turisti che mi infastidisce molto. La fotografia è una delle mie passioni e, come tutti, mi piace portare a casa delle belle foto. Durante queste vacanze, ho notato un fotografo amatoriale alla ricerca della “foto perfetta del bambino peruviano povero”. Quando individuava il soggetto lo approcciava, lo fotografava in cambio di soldi. (Niente di sessuale devo precisare). Trovo questo modo di agire orrendo. Vi prego, noi turisti, non dobbiamo fotografare le persone come se fossero animali nella sola speranza di scattare una bella foto. In questo caso bisogna provare empatia. Vi piacerebbe se voi e i vostri figli foste fotografati di continuo senza un minimo di comunicazione, tranne che scambio di soldi? Secondo me per noi fotografi amatoriali le uniche foto valide sono quelle delle persone con le quali abbiamo scambiato almeno quattro chiacchiere.

Quest’articolo è più negativo del mio solito. Per cambiare le nostre abitudini, abbiamo bisogno di guardarci intorno, per individuare i nostri errori, le nostre mancanze ed eventualmente rimediare . Il mio intento è quello di migliorarmi sempre ed è per questo che ho condiviso con voi le miei osservazioni. Possiamo migliorare il nostro modo di viaggiare, andando verso un turismo più sostenibile, più rispettoso della natura e delle persone.

Mademoiselle Green

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