Un passo del ” Zero Waste”

zero-wasteVa bene! Sono abbastanza informata, anch’io mi dedicherò al “Zero Waste”. Ecco la mia ossessione del momento. Ho letto il libro della “guru” (Béa Johnson), quello delle famiglia Francese “La famille Zéro Déchet” e seguo blog, instagram e Facebook di un sacco di persone che sembrano riuscire in questa impresa.

Potete vedere anche voi queste foto dei barattoli con la spazzatura prodotta in un mese…pazzesco! Devo mettere in pratica questi ottimi consigli!

I presupposti ci sono già:

  • NO assoluto al cibo preconfezionato,
  • Compro locale e bio,
  • Quasi non spreco cibo
  • I miei detersivi sono naturali/bio, addirittura alcuni locali!

Devo concentrarmi su due punti: fare spazio in casa e diminuire i rifiuti riciclabili. Ok, ci provo!

Prima tappa: spazio, spazio, spazio! Via le cose inutili e non utilizzate da più di un anno! Accetto la sfida di @zerowastemilf “100 cose in meno in un mese.” Challenge riuscito…con un giorno di ritardo ma riuscito! Questa è stata una sfida più o meno facile. All’inizio, ho incontrato resistenze non aspettate da parte del mio compagno che poi si è convinto e anche lui ha fatto spazio nei suoi armadi.

Bel primo passo! Mi lancio dunque con entusiasmo nella seconda tappa, la diminuzione degli imballaggi.

I consigli più ricorrenti in questo campo sono:

  • Comprare sfuso portando con se i propri contenitori rigorosamente di vetro
  • Confezionare le proprie buste con tessuti avanzati da varie attività manuali.

Ok, voglio fare al meglio, dunque provo l’opzione 1: sfuso e vetro

Armata dei miei barattoli dentro la mia busta di tessuto, mi reco al supermercato bio più vicino a casa . Com’è andata…? Parto e la busta pesa già circa 2 chili….. Entro e vado diretta verso la commessa. le spiego la situazione. Lei brava e paziente mi spiega che non si può tarare la bilancia messa a disposizione dei clienti e dunque lo farà Lei. Ed eccoci qui a pesare tutti i miei barattoli. Una volta fatto vado, fiera di me, al riparto sfuso….. Sollevo il barattolo numero uno verso i cereali sfusi…Era troppo stretto per permettere la distribuzione del cibo.. ci voleva un sacchetto per travasare….. Tempo impiegato circa 45 minuti e niente di comprato.

Dichiaro ufficialmente un disastro questa esperienza! È una soluzione troppo complessa.

zero-waste_7Ok, ci voglio credere ancora! Mi lancio nell’opzione 2: le buste fai da te.

Taglio, cucio, abbino i colori e hop! Le mie buste sono pronte. Inoltre è molto facile cucire ad angolo retto! Test della spesa fatto nello stesso negozio bio superato! E’ una soluzione più adatta a me. Attenzione però alla scelta della corda che incide molto sul peso finale del sacchetto.

Spesso il “Zero Waste” è associato a una vita “hippie chic”. Non è del tutto falso, devo riconoscere, ma è un pregiudizio che nuoce a tutti perché la produzione di rifiuti riguarda tutti. Vi consiglio di provarci. Dopo solo un test, vi renderete conto della quantità degli imballaggi superflui e quasi tutti usa e getta. Soprattutto i sacchetti. Sono ovunque e non importa che siano di plastica o biodegradabili sono OVUNQUE!

Vi invito caldamente a fare solo un test Poi fatemi sapere, cosi ridiamo un po’!

Mademoiselle Green – In Italy

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