#Plasticfreejuly2019 una sfida nella sfida

L’iniziativa #plasticfreejuly, mettere in pratica delle azioni che implichino la rinuncia all’utilizzo di oggetti o imballaggi in plastica monouso e a condividere queste azioni con la propria cerchia di amici, familiari e colleghi, nel tentativo di fare di questi comportamenti virtuosi il proprio modus vivendi, cadeva in concomitanza dei lavori nella mia casa nuova e proprio per questo motivo ho voluto accettare la sfida partecipando.
Inizialmente pensavo che sarebbe stato semplice ridurre l’utilizzo di plastica anche se ero nel bel mezzo di un trasloco, mi sbagliavo!
Qui di seguito vi racconto com’è andata.

4 giorni sono bastati

Decido di documentare con un post al giorno le mie scelte per diminuire la plastica, con tanto di hashtag e buoni propositi.
I tre primi giorni scorrono veloci senza particolari problemi , una bottiglia di plastica in meno di qua un cellophane in meno di là.
Il 4° giorno però ricevo il frigo nuovo e qui vengo presa dallo sconforto: prima di tutto il frigo era ammaccato e in secondo luogo avevo la casa piena di plastica A quel punto non sapevo cosa fare. La mia testa è stata invasa da molte domande. Non potevi pianificare meglio gli acquisti? Non potevi comprare una cucina usata?

Di fatto è quello che ho fatto! La mia cucina è di seconda mano ma naturalmente ho dovuto aggiungere delle componenti nuove. Un vero puzzle che però ha perso dei pezzi per strada! L’acquisto di alcuni prodotti era una necessita come nel caso del frigo.
Di conseguenza non controllavo più la produzione di rifiuti.

Questo ha portato a chiudermi in me stessa. Ho smesso di comunicare sui social perché mi sentivo ipocrita. Per fortuna però una persona su Instagram mi ha segnalato un articolo (fridayforfuture: Non importa se fai la differenziata) e cosi ho allargato i miei orizzonti e mi sono informata.

Lo sforzo individuale non basta ma è alla base del cambiamento

Stiamo vivendo un momento difficile riguardo le tematiche ambientali. Stiamo perdendo un po’ l’obiettivo comune. I media e i social media contribuiscono a destabilizzarci e impaurirci, ma giocano un ruolo fondamentale nei comportamenti individuali. Ogni giorno ci confrontiamo con un modello di perfezione virtuale che non esiste e che ci scoraggia. Lo sforzo per diventare perfetti è tale che non ci proviamo neanche. Una tendenza controproducente per affrontare il tema che ci sta a cuore.

Il cambiamento dei comportamenti individuali è fondamentale ma non può essere l’unica soluzione.  La diminuzione dell’impatto ambientale deve coinvolgere non solo i singoli ma anche le aziende. Tramite un’azione collettiva dobbiamo far sentire la nostra voce e impedire le istituzioni di continuare su questa strada. Mai dimenticare che comprare o non comprare è il modo più efficace per esprimerci come una unica voce.

Non fermarsi all’hashtag: capire il senso del plasticfree

Seguendo diverse blogger ho approfondito il tema plasticfree. La rete zero waste Italia fa un discorso molto chiaro sulla plastica: non ci dobbiamo fermare all’immagine o all’hashtag ma leggere anche le didascalie dei vari post! Non demonizzano la plastica in sé quella che serve per ragioni mediche né quella che può migliorare la vita di tutti i giorni ma bisogna opporsi all’uso eccessivo e non ideo di questo materiale soprattutto nel caso dell’usa e getta e a un modello economico che spinge a desiderare di più per trovare la felicità.
Quindi dopo una lunga riflessione, sono arrivata a una sorta di vademecum personale: continuerò ad impegnarmi per cambiare il mio modo di comprare partendo sempre delle domande: ne ho bisogno? Lo posso trovare di seconda mano?

E soprattutto vorrei smettere di sentirmi in colpa ogni volta che dimentico la borraccia a casa e che bevo in una bottiglia di plastica. Preferisco utilizzare queste energie per chiedere ad alta voce un’alternativa valida da parte delle aziende e dei commercianti, come il vuoto a rendere!

Se vuoi e approfondire i primi passi per diventare zero waste Clicca qui.

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