5 semplici azioni per una cucina zero waste

Una semplice ricetta per una cucina a zero waste.

Il cammino verso lo zero waste non è facile. Eliminare alcuni elementi della cucina, sostituirli con altri meno inquinanti, imparare a consumare in modo diverso, sono gesti semplici in grado di ridurre drasticamente i nostri rifiuti in uno degli spazi più importanti della casa.
Cambiare le proprie abitudini comporta un aspetto ecologico, economico e psicologico.
Quando ho iniziato a leggere su quest’argomento, ho avuto la sensazione che cambiare le mie abitudini in cucina sarebbe stato semplice. E ‘vero che ci sono cose più difficili nella vita ma non bisogna sottovalutare il lavoro pratico e psicologico di un tale approccio. Cambiare metodi e riorganizzare non avviene in un giorno.

In quest’articolo vi svelo i miei 6 passi per ridurre i rifiuti in cucina in modo semplice ed economico. Non dimentico l’obiettivo di diventare un “risparmiatore ecologico”!

Fase 1: la sostituzione dei contenitori

Pochi anni fa, ho visto il film di Plastic Planet. Quando sono tornata a casa, ho buttato tutti i miei Tupperware di plastica. Un gesto non tanto intelligente perché mi sono ritrovata senza un contenitore per portare il pranzo al lavoro. Ho iniziato a riutilizzare vasetti e a comprare contenitorI in vetro.
Fanatica dei mercati dell’usato e di Emmaus, ho trovato tutti gli accessori di cucina di seconda mano, dando un tocco vintage alla mia cucina! Scola pasta, ciotole, piattI e tazze in melammina o porcellana.
L’acquisto di seconda mano è un ottimo modo per ridurre il proprio impatto ambientale e la produzione di rifiuti a basso costo.

FASE 2: mangiare biologico e locale

Compro il cibo sfuso o nei mercati contadini ed imballo il tutto nelle mie borse in tessuto. Quando sono andata a trovare Mademoiselle green, abbiamo cucito delle borse di stoffa con scarti di tessuto. Poi a casa, immagazzino le mie compere in vasetti di vetro d’epoca e in quelli offerti dai miei amici per Natale (regalo utile e rifiuti zero)

FASE 3: il riutilizzo

Con gli scarti di tessuto, oltre ai sacchetti si può fare un tawashi, una spugna lavabile ed ecologica! Bastano vecchi leggings o collant e un tagliere di legno con dei chiodi. Funziona molto bene per pulire le superfici.
guardate il tutorial. Vi assicuro che è facile:

FASE 4: i prodotti per la casa

Per quanto riguarda i detersivi per la casa nella zona cucina, ho fatto una miscela standard a base di bicarbonato di sodio, aceto bianco e olio essenziale di menta per pulire il piano di lavoro.
Sto aspettando la fine dei miei detersivi ecologici prima di fabbricarli in casa. (a breve le ricette).

nel frattempo, sempre per diminuire i rifiuti, ho comprato un sapone di Marsiglia (vivendoCI sarebbe un peccato non approfittarne), una spazzola di legno e un panno ecologico per le macchie ostinate.
Fortunatamente, ho una lavastoviglie. Per pulirlA, ho comprato del sale sfuso, e di tanto in tanto, aggiungo aceto bianco per la brillantezza.

Fase 5 : tener sotto occhio la spazzatura domestica

E, infine, non dimentichiamo la spazzatura !!! Ovviamente faccio la raccolta differenziata e il compost. Non avendo la raccolta dell’umido comunale, porto il mio sacchetto settimanale dai miei o in una piattaforma di compostaggio.
Ovviamente il riciclaggio non è LA soluzione. Provo sempre a diminuire anche il volume del riciclo.
Oltre a comprare sfuso, sono attenta alla riciclabilità dei miei imballaggi.

In conclusione, Il zero waste è un bene per noi, per il pianeta E per inserire nella nostra vita un altro modello economico.
Acquistare sfuso, riutilizzare il più possibile, sono azioni che salvaguardano anche il nostro portafoglio e anche se ci vuole tempo, il Nostro benessere Ci ringrazierà.
“La pazienza e il tempo fanno più di forza o di rabbia”!

Noémie Féola

green_blogueuse_marseillaise

Salva

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *